Porto, tre scenari per Pra’: più spazi operativi ma anche un nuovo parco sul mare

Presentate a Comune e Città Metropolitana le ipotesi del nuovo Piano Regolatore Portuale. Sul tavolo anche la ricollocazione dei depositi chimici, il rilancio delle riparazioni navali e nuovi collegamenti tra porto e città

Tre ipotesi per il futuro del bacino portuale di Pra’, due possibili soluzioni per la ricollocazione dei depositi chimici e una nuova organizzazione degli spazi tra Levante, Sampierdarena e Waterfront. Sono gli scenari illustrati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale alla sindaca di Genova e della Città Metropolitana Silvia Salis, al vicesindaco Alessandro Terrile e ai rappresentanti dei Municipi, nell’ambito del percorso di confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale.

L’incontro si è svolto a Palazzo San Giorgio alla presenza del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Matteo Paroli, del segretario generale Tito Vespasiani, dei capi di Gabinetto Marco Speciale e Silvio Fremura, dei presidenti municipali Michele Colnaghi, Fabio Ceraudo e Matteo Frulio, oltre all’assessore del Municipio I Centro-Est Andrea Visentin.
Il confronto è ancora preliminare e le configurazioni presentate non costituiscono decisioni definitive. Gli scenari sono stati elaborati sulla base di analisi nautiche, operative, ambientali ed economico-finanziarie e tengono conto dell’evoluzione prevista nei prossimi vent’anni per le navi, i traffici e le filiere produttive.
A Pra’ l’ipotesi più contenuta prevede la realizzazione, nella zona di ponente, di due terrapieni non banchinati destinati ad accogliere alcune attività operative e lo stoccaggio dei container vuoti. L’obiettivo sarebbe liberare gli spazi più vicini alla città e al Parco delle Dune, ampliando la fruibilità dell’area e migliorandone la sicurezza.
Il progetto comprende anche il prolungamento del parco, terrazze a mare, pontili per collegare le due sponde del Canale di calma e un promontorio verde con funzione di schermatura visiva della piattaforma portuale. Accanto a questa soluzione resta però uno scenario più ambizioso, ritenuto da alcuni rappresentanti del territorio maggiormente adeguato alla crescita futura dei traffici e dell’occupazione. Una terza ipotesi prevede invece riempimenti di dimensioni ridotte, privi di banchinamento e con un’impronta molto inferiore rispetto a quella dell’attuale Piano.
Secondo l’Autorità, il confronto tra più configurazioni consentirà di valutare con maggiore trasparenza costi, opportunità e ricadute. La pianificazione dovrà infatti garantire la competitività del terminal anche nel lungo periodo, senza limitarsi agli spazi necessari per le attività attuali.
Sul tema dei depositi chimici sono state presentate due alternative. La prima prevede una ricollocazione nell’ambito di Pra’, all’interno di un possibile polo energetico. La seconda riguarda invece la riorganizzazione delle attività nell’area industriale di Porto Petroli, con depositi interrati e una nuova distribuzione degli spazi. Le verifiche dovranno stabilire quale soluzione possa migliorare l’assetto attuale assicurando sicurezza, sostenibilità economica e continuità operativa.
La nuova diga foranea viene considerata il punto di partenza per riorganizzare il bacino portuale di Levante. Per le riparazioni navali, l’ipotesi iniziale di un nuovo bacino di carenaggio lungo circa 400 metri viene superata da una soluzione ritenuta più concreta: adeguare e prolungare fino a circa 360 metri un bacino già esistente. In questo modo il comparto potrebbe aumentare la propria capacità senza occupare ulteriori superfici portuali o specchi acquei.
Le nuove condizioni permetterebbero inoltre di ampliare la darsena del Waterfront di Levante e di organizzare meglio gli spazi destinati alla nautica, allo yachting e alle riparazioni navali. L’obiettivo è rafforzare un settore nel quale Genova ha già un ruolo importante, aumentando anche la flessibilità delle aree utilizzabili durante i principali eventi cittadini.
Nel Piano trovano spazio anche diverse misure di mitigazione e di collegamento tra porto e città. Tra le ipotesi ci sono percorsi ciclopedonali sopraelevati tra il Levante e il Parco della Lanterna, con passerelle, aree verdi e nuovi accessi, senza interferire con le attività operative sottostanti. Le soluzioni dovranno tenere conto dei diversi scenari relativi alla Sopraelevata, senza anticipare decisioni che saranno affrontate nell’ambito della pianificazione urbana e dopo il completamento del Tunnel Subportuale.
Sono state inoltre considerate nuove connessioni con alcuni edifici di interesse storico presenti nelle aree operative, tra cui l’edificio Pietro Chiesa e l’ex centrale a carbone dell’Enel. L’intenzione è renderli più accessibili e valorizzarli come testimonianze della storia industriale e marittima della città, mantenendo però le necessarie condizioni di sicurezza.
A Sampierdarena il Piano prevede il riassetto delle calate e degli spazi operativi per adeguarli alle navi moderne e migliorare il rapporto tra banchine e piazzali. Nella zona di Sampierdarena Ponente è inoltre previsto un nuovo polo per le rinfuse, destinato a conservare la polifunzionalità dello scalo e a sostenere le filiere industriali collegate al porto.
«Il Piano Regolatore Portuale deve creare oggi le condizioni perché Genova resti competitiva nei prossimi vent’anni», ha spiegato Matteo Paroli. Il presidente dell’Autorità ha sottolineato che le ipotesi derivano da studi e verifiche concrete e che, soprattutto per Pra’, sarà necessario valutare con attenzione il rapporto tra sviluppo, occupazione, traffici e ricadute sui quartieri.
La sindaca Silvia Salis ha definito l’incontro un primo momento di confronto e ha ribadito la necessità di coinvolgere il territorio. «Il futuro del porto deve essere pensato insieme a quello delle persone che vivono accanto alle sue attività», ha dichiarato, chiedendo un percorso trasparente e partecipato che coinvolga cittadini, comitati e Municipi.
Il dialogo proseguirà nelle prossime settimane con nuovi approfondimenti tecnici sulle aree nelle quali le trasformazioni portuali avranno l’impatto più diretto sulla città.
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